Transizione 5.0

Lo short evidenzia l’importanza cruciale dell’industria manifatturiera nell’economia italiana, sfatando l’idea che il terziario abbia preso il sopravvento, e difendendo la manifattura come un settore centrale, soprattutto in aree come il Piemonte. Nonostante un calo delle imprese manifatturiere dal 2012, il settore è ancora fondamentale, con l’Italia che vanta una manifattura tra le più forti in Europa e nel mondo. Il Piano Industria 4.0, che ha modernizzato le imprese dal 2017, ha spinto l’automazione, la digitalizzazione e la sostenibilità. Ora, la transizione 5.0 integra queste innovazioni con l’obiettivo di promuovere un modello economico più inclusivo e sostenibile.

Un punto chiave riguarda la convergenza della transizione digitale e quella ecologica, che, sebbene inizialmente trattate separatamente, sono ora riconosciute come interdipendenti. L’adozione di tecnologie avanzate e l’intelligenza artificiale (AI) sono in crescita, ma restano limitate soprattutto tra le PMI, che fanno fatica ad adottare soluzioni digitali a causa della mancanza di competenze e risorse. A livello europeo, l’Italia sta recuperando terreno grazie alla forte domanda di export, con oltre l’80% dei beni esportati che provengono dalla manifattura.

Nonostante la crescita dell’innovazione, il divario produttivo con la Germania si amplia, evidenziando una minore competitività. Tuttavia, l’adozione di robot e automazione nei settori manifatturieri sta aumentando, con l’Italia che si posiziona come uno dei principali mercati per la robotica in Europa. A lungo termine, il futuro della manifattura si orienta verso “fabbriche intelligenti”, dove AI e machine learning ottimizzano la produzione, ma le piccole imprese affrontano sfide nel raccogliere e analizzare dati in modo efficace. Il progresso verso l’automazione è inarrestabile, ma ci sono preoccupazioni sul possibile impatto sulle persone e sulla forza lavoro.

Il ruolo dell’operaio nelle fabbriche del futuro sta evolvendo grazie all’introduzione di tecnologie avanzate come i robot collaborativi (cobot), l’automazione e l’Intelligenza Artificiale. Mentre in passato l’operaio si occupava di lavori manuali pesanti, nel futuro svolgerà funzioni più orientate alla supervisione, manutenzione e programmazione delle macchine, collaborando con sistemi automatizzati. Gli operai dovranno acquisire competenze digitali avanzate, come la gestione di software di produzione, l’uso di sensori IoT e tecnologie di realtà aumentata e virtuale. L’automazione ridurrà i compiti ripetitivi, ma aumenterà la necessità di operai polivalenti, capaci di risolvere problemi complessi e ottimizzare i processi produttivi. Le competenze richieste saranno una combinazione di specializzazione e capacità generali, con un focus sulla manutenzione predittiva, l’innovazione tecnologica e la sostenibilità. Nonostante l’adozione di tecnologie avanzate, la componente umana rimarrà cruciale per la risoluzione di problemi che le macchine non possono affrontare autonomamente. Inoltre, la figura del “tecnologo” si sta distinguendo da quella tradizionale dell’operaio. I tecnologici sono professionisti altamente qualificati, con competenze in automazione, robotica, AI e analisi dei dati. Loro non si limitano a operare le macchine, ma sono coinvolti nella pianificazione, ottimizzazione dei processi e innovazione tecnologica. La loro formazione avanzata li rende essenziali per il futuro delle fabbriche, dove la collaborazione tra operai e tecnologici sarà fondamentale.

Oggi è evidente la presenza di operai, tecnici ed ingegneri vicino alle celle robotiche che lavorano alla catena di montaggio o che interagiscono con i robot così come è evidente la diffusione di algoritmi di AI. Domani probabilmente avremo anche fare sempre con personale umano superspecializzato. In un futuro prossimo con la presenza di robot antropomorfi e AI il personale umano dovrà effettivamente avere un ruolo di supervisore; in un futuro remoto è pensabile proprio che si arrivi a fabbriche interamente gestite dall’AI. Insomma la rappresentazione distopica della “fabbrica al buio”, la Dark Factory.

Obiettivi

APPROFONDIMENTI

DIVULGAZIONE

NUOVI SCENARI DEL LAVORO

NUOVI LAVORI

NUOVE COMPETENZE